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L’hanno già fatto Hitler e Stalin: togliere i crocifissi.

 

Il crocifisso è, anche certamente una raffigurazione, ma è prima di questo un simbolo, una icona. Raffigura un uomo, certo, la sua vita esemplare, la sua morte abominevolmente ingiusta, sancita da un potere iniquo e demoniaco. Essa però è anche figura della filosofia, o del messaggio, che Egli ha portato a tutti, agl’uomini, all’umanità, al mondo. E’ “Il” messaggio che ha posto, una volta per tutte,le radici dell‘umanesimo e del pacifismo:
3"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4Beati gli afflitti, perché saranno consolati.5Beati i miti, perché erediteranno la terra. 6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 8Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 9Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 10Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. 13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (Mt 5, 3-16)”
Il potere ha sempre attaccato questa concezione filosofica e chi la predicava, già ai suoi tempi, già quando era ancora in vita, quando predicava, quando agiva ed operava. Già allora ci si è serviti anzitutto della delegittimazione a mezzo diffamazione e distorsione, operazione culminata nella farsa grottesca di un processo che non ha pari in fatto di menzogna ed iniquità. All’epoca si è pensato di far culminare la delegittimazione a mezzo diffamazione nella crocifissione: chi predicava quei principi doveva essere assunto a simbolo d’infamia e simbolo d’infamia per eccellenza era la crocifissione. Oggi che quel simbolo non è più d’infamia, si nega il simbolo due volte: attribuendogli valori che non gli appartengono, e negando poi il simbolo stesso in quanto tale. C’è qui una aberrazione nel fingere di non sapere che quei valori - li ho citati spropositatamente - non sono solo semplicemente “religiosi” e “devozionali”. Sono molto di più. Sono quella radice nella quale affonda il nostro umanesimo e la sua cultura. I momenti in cui in Europa si sono negati questi valori sono stati i più bui e tragici della storia del continente e la storia del Novecento e delle sue , ideologie ci dà - con centinaia di milioni di morti - una testimonianza sufficiente di a cosa si vada incontro nel momento in cui queste negazioni diventano efficaci nella coscienza degl’uomini: ossia quando gl’uomini non ne hanno più memoria.
francesco latteri scholten.

Pubblicato il 3/3/2010 alle 19.37 nella rubrica diario.

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